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Primi Piatti
Tortelloni di zucca
Tortelloni di ricotta
Tortelloni verdi alle noci
Tortelloni allo squaquerone e parmigiano
Tortelloni patate e speck
Tortelloni di cinghiale
Tortelloni con radicchio e guanciale affumicato
Tortellone del Cardinal Lambertini
Tortellini (ragł/panna/tartufati)
Secondi Piatti
Prosciutto e grana
Capocollo di maiale
Grigliata mista
Arrosto di vitello
Castrato
Salsiccia ai ferri
Fritto Misto
Contorni
Verdure alla griglia
Patate fritte
Insalata Mista
Bevande - Dessert
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Cardinal Lambertini

Ricotta

Squaquerone e parmigiano
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Bevilacqua è una piccola frazione di confine, divisa fra i due comuni di
Cento (Fe) e Crevalcore (Bo). La sua storia è ricca di riferimenti che la
collegano all'insediamento dei Romani nel III secolo a.C. nell'Italia
centro-settentrionale. Nell'Alto Medio Evo, il territorio era sotto la
giurisdizione del Monastero benedettino di Nonantola, molto potente, che
controllava le terre fino a Ravenna; nel secolo XI si formarono le prime
comunità rurali e nel 1463, il 14 Aprile, l'abate di Nonantola concesse in
enfiteusi il territorio al Marchese Bevilacqua con l'obbligo di bonificare
le terre e di costruire una chiesa e una casa per il sacerdote. La chiesa
parrocchiale dedicata a San Giacomo Apostolo, chiamata Chiesa Bianca, fu
consacrata il 6 Giugno 1490 dal Vescovo di Sarsina. Distrutta dal tempo fu
riedificata nel 1818, grazie ai cugini Camillo e Francesco Bevilacqua, su
disegno di Padre Francesco Beccari di Lendinara, dall'Architetto Ungarelli
Antonio. La Chiesa è maestosa, di stile neoclassico sia all'esterno che
all'interno e ha mantenuto quasi tutti gli arredi originali. Un momento
forte della vita religiosa della comunità è la festa del patrono San Giacomo
il 25 Luglio. La popolazione bevilacquese è molto unita da quando i due
nuclei, quello centese e quello crevalcorese sono stati posti sotto la
stessa parrocchia con un decreto della Curia nel 1935.
La parte bolognese del paese si stende tutta sull'antico latifondo dei
Bevilacqua; il pregevole palazzo, che nel secolo XV il Conte Gherardo fece
costruire come dimora di campagna, abbellita da torri nel secolo XVI, è un
bell'esempio di architettura padana, purtroppo ora si trova in condizioni
degradate. |

Verdi alle noci

Patate e speck

Radicchio e guanciale affumicato
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La bella corte intorno al palazzo fu dotata nel 1719 di una
chiesa privata dedicata alla Beata Vergine di Loreto che ora è sconsacrata e
in stato di abbandono.
La parte ferrarese appartiene alla Partecipanza di Cento, un'istituzione
storica che risale alla famosa contessa Matilde di Canossa che donò queste
terre del Pagus Perseceta alla Chiesa e quindi al Vescovo di Bologna che
incominciò a cederle in enfiteusi. Nacquero così nel secolo XIII delle
comunità rurali rette da Statuti, patti che regolavano le ripartizioni fra
le famiglie e imponevano la bonifica delle terre ai coloni: erano le famose
Partecipanze agrarie le cui regole, a distanza di 700 anni, sono ancora
rispettate.
Un punto di riferimento per la devozione locale, e non solo, è il santuario
della Madonnina della Valle, un oratorio che si trova nel comune di
Crevalcore, sorto nel 1902, ma il culto alla Vergine risale al secolo XVIII
quando la valle era adibita a risaie. L'immagine venerata è una terracotta
votiva dall'iconografia molto popolare, ma anche molto dolce: è una mamma
che tiene in braccio con tenerezza il suo bambino. La festa della Madonnina
richiama fedeli da ogni parte e viene festeggiata la seconda Domenica di
Ottobre fin dal 1888. Il paese è piccolo, ma la sua storia è alquanto
originale ed interessante. |
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